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My Golden Road

...to Unlimited Devotion

Alessio Impronta

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August 02

Grateful Dead, la band immortale

E' il novembre del 1965, cinque ragazzi di una band chiamata "Warlocks" ed alcuni amici si ritrovano nell'appartamento del bassista della band, Phil Lesh a Palo Alto, vicino San Francisco a fare un po' di festa, magari con qualche joint di marijuana e chissà cos'altro..ma l'atmosfera non decolla..la band è buona, si è trasformata da un gruppo di "jug music" (una sorta di musica tradizionale fatta con lo jug, appunto, un recipiente spesso in ceramica da usare con la bocca ed altri come il basso ricavato dalla scatola in metallo e manico di scopa..) in un vero gruppo elettrico, il problema è che, fatte le prime serate in pizzerie, bar etc...hanno scoperto che esiste già una band chiamata "Warlocks", ed ha già pubblicato un 45 giri! Però a volte il caso ci si mette di mezzo ed il chitarrista Jerry Garcia, nel corso della festicciola, apre il dizionario "Funk and Wagnalls" "..vennero fuori queste due parole GRATEFUL DEAD, in nero ed oro (le sostanze di cui sopra..), e quello fu il nuovo nome della band.."
Il nome è stato ritenuto derivare dalla mitologia egizia, in realtà è frutto di una leggenda popolare in cui si rifiuta la sepoltura ad uno morto senza aver saldato i suoi debiti finchè non arriva qualcuno a dargli pietosa sepoltura guadagnando protezione e fortuna (la riconoscenza del morto, appunto). In realtà quel nome porterà alla band una iconografia piena di ..teschi e scheletri per la quale lo stesso Garcia aveva una pura avversione.
Inizia ufficialmente un'avventura veramente unica; la band è formata da Jerry Garcia, sublime chitarrista, dallo stile influenzato dal bluegrass, dal jazz, dalla classica (è fanatico del compositore Charles Ives) e buon cantante con un dito della mano sinistra in parte mancante, retaggio di un incidente domestico giovanile, Phil Lesh bassista diplomato in tromba, con studi anche di violino e composizione con Berio, e che fra l'altro ha iniziato a suonare da pochissimo, proprio con la benedizione del suo nuovo amico Jerry, e poi Ron "Pigpen" McKernan, tastierista appassionato di blues, frequentatore di blues clubs per neri ed appasionato bevitore di alcoolici fin da giovanissimo, Bob Weir, chitarrista e cantante bravo anch'egli, dislessico e ragazzino abbastanza problematico ed infine Bill Kreutzmann, batterista appassionato di jazz.
I ragazzi iniziano a farsi un nome a casa loro, a San Francisco, suonano in strada con concerti improvvisati o danno grandi feste nel ranch ad Olompali, dove sono andati a vivere. Il legame tra musica e sostanze lisergiche è forte, in loro più che in altre bands;iniziano a collaborare con i Merry Pranksters di Ken Kesey (autore del best-seller "Qualcuno volò sul nido del cuculo") suonando negli acid-tests, situazioni dove si sperimenta l'uso dell'acido lisergico sotto la "saggia" guida di Neal Cassady (il Dean Moriarty di "Sulla strada" di Kerouac) e con la musica dei nostri che improvvisano per ore, miscelando musica tradizionale, jazz, country, rock, blues, nel quale eccelle Pigpen, la cui voce grintosa è, dal vivo, il vero elemento trainante del periodo per la band che, strumentalmente, si lancia in jams che rimarranno il loro marchio di fabbrica. Infatti la vera particolarità della band è quella, di tipo jazzistico, di avere nei vari componenti dei solisti che però riescono a riunirsi nel dare il proprio contributo al pezzo; a parte i creativi assoli di Garcia, lo stesso Lesh sviluppa un "leading bass" molto particolare, diverso dallo stile degli altri bassisti.E' un periodo floridissimo nella City, nel quartiere di Haight-Ashbury si formano tantissime bands, ci sono concerti ed eventi gratuiti in strada ed in Golden Gate park, le case discografiche iniziano a tenere d'occhio la situazione; le migliori band ottengono contratti, fra tutte ricordiamo i Quicksilver Messenger Service (da avere almeno "Happy Trails"), i Jefferson Airplane, con cui Garcia collabora nel secondo, grande album "Surrealistic Pillow", suoi sono gli arrangiamenti di "Somebody to love", "White Rabbit" ed alcune parti di chitarra ad es. su "Today" ed appunto i Dead che, nel frattempo sono andati ad abitare in una casa comune al 710 di Ashbury street.
Il primo disco "San Francisco Grateful Dead", del 1967,non è proprio esemplificativo del loro sound; brani brevi, registrati a velocità troppo alta..a parte l'ultimo "Viola lee blues". Il fatto è che neanche le case discografiche sanno bene a cosa si trovano di fronte, i loro rappresentanti hanno solo l'ordine di non accettare nulla da bare o da mngiare quando vanno da loro per paura di essere.."psichedelizzati". Fra l'altro in casa loro ha installato il laboratorio di creazione di sostanze lisergiche Augustus Owsley Stanley III "the bear" e la casa è diventata il vero centro, il cuore del quartiere e di tutto il movimento musicale di San Francisco.
"The bear" è fra l'altro il loro primo tecnico del suono, gli fornisce (ricco di suo..e di lavoro) materiale e strumenti per suonare, mentre loro sperimentano i suoi "preparati". Questo, chiaramente, costerà alla band alcuni raid della polizia ed arresti vari non appena, nell'autunno 1967, l'LSD sarà dichiararto illegale (vd. precedente articolo sulla "Summer of love"). Un vecchio amico di Garcia, Robert Hunter, si è unito al movimento ed ha iniziato a scrivere i testi delle canzoni musicate da Garcia stesso, aggiungendo profondità e nuovi orizzonti a quanto espresso dalla band. Al primo disco seguono profdotti sicuramente più rappresentativi della band come "Anthem of the sun" ed "Aoxomoxoa", da cui escono pezzi che saranno colonne dei concerti come "the other one", "alligator", "st. stephen"..la musica ha svoltato in direzione della ricerca, non sono album facili da ascoltare, prendono a poco a poco, ma sempre un po' di più fino a conquistare e comunque "Aoxomoxoa" contiene pezzi belli e più accessibili come la citata "St. stephen", "mountains of the moon", dove eccelle il nuovo tastierista aggiunto Tom Constanten, dato che Pigpen, gran bevitore (e troverà una adeguata compagna in Janis Joplin) ma decisamente contrario ad LSD e quant'altro, non riesce a tenere il passo degli altri e le sue parti alle tastiere saranno sempre più ridotte anche dal vivo, dove si limiterà a suonare le percussioni, l'armonica ed a cantare i suoi pezzi forti come il classico blues "Turn on your lovelight". Alla band si è aggiunto, nel loro più puro spirito dell'innovazione, un secondo batterista, di derivazione..militare, Mickey Hart, più inquadrato del jazzista Kreutzmann e che darà vita insieme all'originario batterista ad un duo percussivo fantastico, che svilupperà una propria parte di assolo nei live, immancabile denominata non a caso.. "drums".
Partecipano a Monterey e non andrebbero neanche male, solo che capitano fra gli Who e Jimi Hendrix, la cui performance di quella sera rappresenta uno dei momenti più fulgidi della storia del rock. I festival non fanno per i Dead; a Woodstock fanno proprio schifo, per loro ammissione, anche penalizzati da un palco troppo leggero che prima non regge il loro pesante equipaggiamento e poi, sotto il forte vento, inizia..a muoversi. Peggio andrà, poco tempo dopo, ad Altamont dove, impressionati dalla violenza dei pestaggi degli Hell's Angels e dalle "cattive vibrazioni" della giornata in generale, non suoneranno neanche.
D'altro canto è proprio nel 1970, nelle immediatezze di questi eventi, che producono due grandi album; "Workingman's dead" e, poco dopo "American beauty".
Sono albums con forti venature country (Garcia era un valente banjoista, fanatico di Bill Monroe e della musica country tradizionale) che contengono brani semplicemente meravigliosi come "Uncle john's band", "Dire wolf", "Casey jones" (su Workingman's) e "Truckin", "Attics of my like", ""Box of rain" su American beauty. Ma la loro vera forza è dal vivo; i loro concerti durano almeno 3 ore, ne fanno un centinaio l'anno, girano per tutti gli U.S.A., finendo per essere adorati anche sulla costa est, New York specialmente, ed ogni concerto è diverso dall'altro, i pezzi cambiano ogni volta, non ce ne è mai uno fatto per due volte nello stesso modo, cambiano i soli di Garcia, si sperimenta sempre. Una dimostrazione classica è il live "Live/Dead", provate a sentire i 23 minuti di "Dark Star" (presente anche sul cult movie "Zabriskie point") e capirete. Nel 1971 esce anche il live "Skull and roses" che, al contrario degli altri lp, vende molto e reca all'interno il messaggio "Dead Freaks Unite", in cui la band invitava i fan a scrivergli e farsi conoscere. Arriveranno subito migliaia di lettere, si creerà una fanzine e nasceranno i "Deadheads", gli storici, numerosissimi, unici fan della band.
Musicalmente,inizia a crescere come autore anche Bob Weir, che spesso scrive in coppia col paroliere John Perry Barlow; la sua "Sugar Magnolia" (su American Beauty) è la canzone preferita del manager di eventi Bill Graham (patron del Fillmore West & East ed elemento trainante del movimento musicale californiano) che vuole che la suonino in ogni concerto di capodanno in cui li chiami ad esibirsi. Arrivano i primi progetti solisti; Weir con "Ace", pieno di pezzi meravigliosi che spesso finiranno nei concerti e Garcia con lo stupendo, omonimo lp. Nel 1971 Hart lascia; il manager della band, suo padre Lenny Hart, è scappato con la cassa (!) e li ha lasciati in braghe di tela (verrà poi arrestato,riusciranno a recuperare un po' di soldi e finirà per fare il predicatore). Il ragazzo si ritira per un po', tornerà in pianta stabile solo nel 1976. I Dead, col solo Kreutzmann alla batteria, e con il nuovo pianista Keith Godchaux di estrazione jazz e la moglie. Donna Godchaux ai cori,continuano coi tour, uno di questi, nel 1972, li porta in Europa e, francamente, i live di questo periodo sono, per chi scrive, i più belli, insieme con quelli del 1977 (sentitevi "Hundred Year Hall" per esempio, non "Europe '72" che è bellissimo, ma.. non è dal vivo! E' una setlist dei concerti, coi pezzi nuovi tipo "He's gone" o "Jack straw" ma ricreato in studio, nel loro Club Front a San Francisco). Sono anche gli ultimi live di Pigpen che, pur avendo smesso di bere, ha il fisico ormai a pezzi e muore per emorragia nel 1973. Tra il 1973 ed il 1975 escono, per la loro casa discografica "Grateful Dead Records" "Wake of the flood" (che sarà oggetto di contraffazione da parte della mafia!), "From the mars hotel" e "Blues for allah", begli albums (che, a parte il primo, vendono poco) in cui sono presenti pezzi che, già rodati in concerto, non riescono però ad avere la stessa spinta vitale in studio, vedi ad esempio la sequenza help on the way/slipknot!/franklin's tower da "Blues for allah". La novità è del 1974, col "wall of sound", uno spettacolare impianto audio da 26.400 watt RMS e dal peso di 75 tonnellate, sviluppato dagli Alembic studios. 
Nel 1975 i Dead si prendono una pausa dai concerti, a parte sporadiche apparizioni, che durerà fino a parte del 1976; la motivazione è che, tra droghe sempre più in abbondanza (cocaina, speed, eroina sono entrate nelle loro vite, impensabile fino a qualche anno prima, nota l'avversione degli hippies veri e puri per queste sostanze), personale ormai eccessivo per il montaggio del wall of sound e pronto a condividere stravizi vari, beh bisogna fermarsi,ripulire l'ambiente e ripartire. Garcia a parte; lavora sul loro film e continua l'attività con la sua "Jerry Garcia Band", che sarà sempre attiva durante le pause dai Dead.
Nel 1977 e nel 1978, rispettivamente, escono due albums per la Arista, che il pubblico accogli in maniera controversa; "Terrapin station" e "Shakedown street". Ora, a parere mio, "Terrapin station" è un prodotto più che valido, ha un bellissimo suono e due pezzi fantastici, "Estimated prophet" e la suite "Terrapin", piena di effetti e cori (cosa che aveva infastidito il loro tradizionale pubblico) che però aggiungono qualità. Il secondo album è forse un po' troppo disco, anche se il pezzo "Shakedown street" è coinvolgente. Nel 1980, ritiratisi i coniugi Godchaux, grossi problemi di droga e di coppia, Keith morirà in un incidente stradale in quell'anno e col nuovo tastierista Brent Mydland, esce "Go to heaven" che, a parte le buone "Alabama getaway" e "Saint of circumstance" è un po' deboluccio. E' di questo periodo il bellissimo live unplugged ""Reckoning". Nel frattempo, però Garcia ha scoperto un tipo d'eroina detta "persian" da cui diverrà estremamente dipendente e che lo porterà ad una miserevole condizione umana fino almeno al 1985, chiuso in casa, alimentandosi quasi esclusivamente di gelati e dolci e facendo scadere le proprie condizioni igieniche e di salute più in generale, come scrive Rock Scully, loro manager, nel libro "Living with the dead". Nel 1986 rischierà addirittura la vita andando in coma diabetico.
Nel 1987 il riscatto; esce " In the dark", un lp bellissimo, che conquista nuovi fan giovani grazie all'hit single "touch of grey" (bello anche il video, con scheletri che suonano al loro posto). L'album stesso vende tantissimo ed inaugura una nuova stagione di gioie, con concerti sold-out ovunque e perfino uno special su MTV!
Il successivo "Built to last", del 1989, invece, è un album debole in cui prevalgono tecniche di sovraincisione e lavoro in sede separata che mai la band aveva usato così massicciamente. Ricomincia la caduta di Garcia nei suoi abissi personali; mentre gli altri della band ben si adattano al nuovo, prosperoso stile di vita, accettando concerti nei mega -stadi e ripulendosi da anni di stravizi, a parte Mydland che ci lascia le penne nel '90 dopo una serata di eccessi, Jerry ricade nella spirale dell'eroina
dando luogo, dal punto di vista dei live, a concerti alterni, e c'è da dire che lui i mega-stadi non li amava assolutamente, da musicista di vecchia scuola. In alcuni concerti è brillante come al solito, creativo e dialogante coi compagni, specie ora che sono arrivati due nuovi tastieristi, Vince Welnick e per un periodo, fino al 1992, il celebre Bruce Hornsby, in altri è spento, vuoto, sembra non voler stare lì, dimentica i testi ed alcune volte dimentica..il pezzo che stanno suonando e deve essere assistito da Weir. Tenta più volte di disintossicarsi e di passare ad un regime alimentare più sano, ma alcune prove del '93 e del '94 stanno a testimoniare che il problema esiste eccome. Eppure è un uomo di straordinarie doti; chitarrista eccelso, amato fino all'idolatria, incoronato leader dei Dead e della sua JGB, magari non proprio volentieri, fra l'altro ha sempre odiato il nomignolo "Captain Trips", capitano dei "viaggi" lisergici affibiatogli fin dal 1967, ha una sua linea di gelati, cravatte, disegna le divise per la squadra di basket della lituania ai mondiali del '92..niente, qualcosa lo porta a non essere mai in pace. Entra nella "Betty Ford clinic" ma resiste solo due settimane, arriva il tour del 1995, l'ultima data estiva e Chicago, Soldier Field Stadium, 9 luglio 1995; il suo ultimo concerto. Andatevi a vedere il pezzo "So many roads", Jerry è debole, insicuro eppure è un'esecuzione passionale e commovente..forse..ma no, qualche tempo dopo riprova una cura alla clinica "Serenity Knolls", ma il tempo è scaduto, oltretutto si vocifera di un'ultima serata a base di droghe e cibi-spazzatura, il cuore non regge più e la mattina del 9 agosto 1995 il mondo perde un genio della chitarra. Gli altri provano a continuare come "The other ones", ma non ha più senso, è ora che il Morto..sia seppellito. Lesh continua con i suoi "Phil lesh and friends", Weir coi suoi "Ratdog", Hart fa uscire dischi di percussioni coi suoi amici di tutto il mondo e Kreutzmann si da' alla pittura, tornando on the road solo ogni tanto. MA..attenzione, perchè quest'anno, in primavera, Lesh, Weir ed Hart si sono riuniti, usando elementi delle loro varie band alle chitarre e tastiere facendo una serie di concerti al "Warfield Theatre" a San Francisco, in sostegno di Barack Obama, in cui hanno suonato il repertorio dei Dead, addirittura proponendo, nelle prime serate, la scaletta dei primi dischi (fino a "Skull and roses"), condita da jam in abbondanza, per la gioia dei loro imperituri "Deadheads", i loro fan che spesso li hanno seguiti in ogni parte d'America, alcuni ne facevano una vera professione, girando per le città con lavori occasionali che gli permettessero cibo & biglietto d'ingresso.
Questo anche perchè la gente li ama ancora; il loro sito è luogo d'incontro di migliaia di appasionati che, ascoltando la "Taper's section" dove ogni settimana vengono offerti all'ascolto brani dal vivo di varie annate e comprando i loro "Dick's picks", i celebri cd dal vivo "così come escono dai master" senza fronzoli e sovraincisioni,tengono viva la memoria musicale di una band che ha vissuto "Un lungo strano viaggio" (da "Truckin").
 
Discografia consigliata: eh, in questo caso il lavoro è arduo. Consiglio almeno, per quanto rigurda i lavori in studio, "The very best" della Rhino records, è poi facilmente reperibile una confezione contenente la tripetta "Workingman's dead" "American beauty" ed il live "Live/dead". Aggiungete, dal vivo, almeno "Hundred year hall" e "Rockin' the rhein", entrambi dal tour europeo del 1972 nonchè "Truckin up to buffalo" del 1989.
Se poi volete espandere il tutto, beh il sottoscritto consiglia di aggiungere a quanto sopra gli albums "Wake of the flood", "Blues for allah", il live acustico "Reckoning", il live inglese "Steppin' out" ed almeno 4/5 Dick's pick's, diciamo il n. 3 (il migliore, per chi scrive) il n. 5 (favoloso nelle jams), il n. 8 (particolare nel cd acustico e bello nel resto), il n. 12 (il..secondo classificato, jams lunghe e creative) ed il n. 17 (boston 1990, con Hornsby, non piace a tutti ma la connsione dei tastieristi con Garcia è eccezionale, in questa occasione)...insomma, ascoltate e scoprite!
Bibliografia (in inglese): An american life di Blair Jackson (il miglior libro sull'argomento), A long strange trip di Dennis Mc Nally (molto pubblicizzato ma secondo me inferiore al precedente), Searching for the sound di Phil Lesh (un vero atto d'amore per la sua band) e Living with the dead di Rock Scully (molto gossip, interessante per la panoramica sulla vita "esagerata" della band).
Altro materiale consigliato: si trova in circolazione un ottimo dvd "Anthem to beauty" con interviste, pezzi live e traduzione (neanche tanto pessima, come spesso capita con altri prodotti) in italiano; molto consigliati anche i lavori solisti di Weir ("Ace") e Garcia (specialmente il primo "Garcia" e "Cats under the stars")
Collaborazioni di Garcia si trovano in molti album; segnaliamo "Surrealistic pillow " degli Airplane (chitarra su "Today", acustica su "Comin' back to me"), "Blows against the empire" di Paul Kantner, "Deja vù" di Crosby, Stills, Nash & Young ("Teach your children") e la collaborazione coi New Riders of the Purple Sage, il cui primo lp è un bellissimo esempio di psico-country-rock. 
 
January 14

Cenni su..i Beatles!

E' l'undici settembre 1962 quando quattro ragazzi di Liverpool ,U.K., John Lennon (1940), Paul McCartney (1942), Geroge Harrison (1943) e Ringo Starr (vero nome: Richard Starkey, 1940, detto "Ringo" per la sua abitudine di portare anelli) incidono, presso gli studi della casa discografica EMI il loro primo singolo, "Love Me Do".
La storia della musica, comunque la pensiate, vi piacciano i "Fab Four" o no, è destinata a cambiare.
Questi  ragazzi, conosciutisi nel 1958 negli ambienti scolastici della scuola Quarry, di Liverpool per l'appunto (e quindi nominatisi i "Quarrymen"), tranne Ringo che si aggiungera dopo, proprio nel 1962, avevano iniziato la loro carriera esibendosi proprio nelle festicciole scolastiche, nei piccoli concorsi musicali locali e, acquisita una piccola notorietà, erano stati portati da un piccolo impresario ad Amburgo, per suonare di fronte ai militari americani di stanza in Germania ed allietarli con degli standard di rock'n'roll. Avevano deciso di chiamarsi prima "Silver Beetles" poi, su intuizione di John, "Beatles", un gioco di parole tra "beetle" (scarafaggio) e "Beat" (il movimento cultural-musicale di fine anni '50)
Erano poi rientrati in Inghilterra ed il loro vero colpo di fortuna si concretizzò il 28 ottobre 1961 quando un certo Raymond Jones entrò nel negozio di dischi di Brian Epstein a chiedere il singolo "My Bonnie", una "cover" che i nostri avevano registrato con un certo Tony Sheridan e che questo Jones aveva sentito in un club. Bene, Epstein non li aveva (giustamente) mai sentiti nominare, ma promise di informarsi e li andò a sentire mentre si esibivano al mitico "Cavern Club" (dalla forma veramente di una caverna). Decise che i ragazzi valevano un tentativo e iniziò ad attivare i suoi contatti presso le case discografiche, prima alla Decca (che li rifiutò, sentenziando che "..era finita l'epoca dei complessini con la chitarra.." pentendosene amaramente subito dopo e rifacendosi in segito coi Rolling Stones) e poi appunto alla EMI, diventando il loro manager fino alla morte nel 1967.
Ed ecco la svolta del 1963; in due mesi, aprile e maggio, escono i singoli "Please Please Me", "From Me to You", "She loves You" tutti a firma di Lennon e McCartney..è l'inizio della Beatlemania in Inghilterra, il secondo LP "With the Beatles" ha vendite stratosferiche e, contemporaneamente, i nostri fanno tendenza anche nella moda, con le giacche senza colletto, gli stivaletti neri corti, i capelli a caschetto. La consacrazione mondiale è del 1964; il loro singolo "I Want to Hold You Hand" sta scalando le classifiche U.S.A, tentano l'avventura americana, l'inizio è all'Ed Sullivan Show, uno spettacolo molto seguito e che lanciò molti gruppi e cantanti, li seguono in tv..73 milioni di persone! E scoppia la follia; ovunque vadano ingorghi di auto, ragazzine urlanti come neanche Elvis aveva avuto, sono ricevuti da capi di Governo, e via con le groupies, con droghe. alcool e baccanali vari..e già perchè, c'è da dirlo, forse loro sono stati anche più eccessivi dei Rolling Stones, coi quali non c'era alcuna rivalità ma molta amicizia, stampa permettendo, quella stessa stampa che pur di aggregarsi al loro carrozzone...chiudeva tutti e due gli occhi di fronte ai loro eccessi.
Finchè..la storia dei Beatles è particolare proprio perchè la loro grande avventura è durata, in fondo, poco; già nel 1966 non ne potevano più dei concerti dove le ragazzine gli chiedevano una "She Loves You" datatissima per loro dopo solo tre anni (e tennero l'ultimo concerto a San Francisco, Candlestick Park il 29 agosto 1966), basta con la folla soffocante, erano cambiati, avevano iniziato la ricerca spirituale in India col guru Mahesh Yogi (da cui si allontanarono presto, George a parte), avevano iniziato nuove relazioni, tra tutte, di lì a poco, arriverà quella fra John e Yoko Ono, una vera incapace con pretese artistiche risibili ma nella cui figura misteriosa ed autoritaria lui, forse, riusciva a compensare ed addolcire la sua enorme rabbia giovanile (John non aveva mai avuto una vera famiglia ed era cresciuto con sua zia Mimì).
E su tutto la musica; proprio nel 1966 con Rubber Soul prima (dove troviamo, fra le altre, le splendide "Nowhere Man" ed " In my life", la celebre "Michelle" e "Girl", dove traspare il loro spirito giocoso, presente in molti loro pezzi, nel ritornello sentite John fare un rumore simile all'aspirazione di..una canna e gli altri ripetere nel coro "tit,tit,tit" cioè "tetta,tetta..") e Revolver (dove troviamo "Eleanor Rigby", per sola voce ed archi, "I'm only sleeping", con gli esperimenti delle chitarre mixate alla rovescia e pezzi come "Tomorrow never knows", quanto di più lontano dalla moda yè-yè dei primi pezzi) poi i Beatles avevano iniziato un percorso di ricerca musicale complesso, pieno di orchestrazioni, soluzioni musicali geniali, inventiva, con l'aiuto del loro produttore, un musicista vero, George Martin. Anche se bisogna riconoscere che non sono mai stati maestri di tecnica strumentale pura, comunque ognuno di loro aveva il proprio stile particolare, la voce unica di John, lo stile chitarristico pulito di George, le rullate di Ringo ed il basso di Paul, abile a tenere il tempo intessendo, insieme, delle melodie che hanno fatto scuola tra i bassisti di tutto il mondo. Eppoi le voci; le armonie vocali che hanno saputo creare i Beatles sono tutt'ora qualcosa di incomparabile ed un durissimo banco di prova per tutti i gruppi musicali, anche professionistici, che vogliano confrontarsi col loro repertorio.
E' del 1967 Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, uno dei più geniali album mai prodotti, colorato, divertente, intenso, dopo di esso la musica non sarà più la stessa, talmente alti sono i parametri di questo disco, molte altre band cercheranno di fare il loro sgt. pepper, inutilmente peraltro..
E' l'apice della loro carriera, la sperimentazione alla ricerca di nuovi suoni e colori musicali raggiunge livelli eccelsi, si danno da fare in sala con George Martin per trovare soluzioni che possano stupire loro stessi per primi oltre che gli ascoltatori, giocare con le voci ed i suoni; a seguire il doppio "White Album" del 1968, degli splendidi singoli extra - album (fra tutti le accoppiate "Penny Lane/Strawberry Fields Forever" e "Hey Jude/Revolution"), ed un declino non tanto musicale, il loro ultimo album del 1969, "Abbey Road" è splendido, benchè in ordine temporale l'ultimo ad uscire sia il discreto "Let it Be", in realtà registrato precedentemente ad Abbey Road stesso. Il declino è dal punto di vista delle relazioni personali, arrivano i primi arresti per uso di stupefacenti, i brani a firma Lennon/McCartney sono in realtà scritti dall'uno o dall'altro, la firma insieme è per motivi contrattuali, Ringo, l'amico di tutti è stanco delle continue liti e tensioni, George è cresciuto e vuol rendersi indipendente dai "fratelli maggiori" e, fra l'altro, è cresciuto anche come compositore, sono sue canzoni di questo periodo come "Something" o "Here Comes the Sun". Il 10 Aprile 1970, lo scioglimento ufficiale. Negli anni '70 Paul e John si scambieranno accuse o semplicemente si ignoreranno, tenendo però ognuno rapporti con George e Ringo, poi proprio quando (è gossip recente) sembrava che i due stessero per riallacciare rapporti e chissà...ecco Mark Chapman con una pistola rivolta contro Lennon, a New York, l'otto dicembre 1980... 
Però godiamoci la lor musica; allora, in otto anni hanno pubblicato, raccolte e live a parte (comunque non consigliabili, i live prima del 1966, in generale, erano corti e suonati con amplificazioni inadeguate..) 13 LP da studio; Please Please Me-With The Beatles-A Hard Day's Night-Beatles for Sale-Help-Rubber Soul-Revolver-Sgt. Pepper's-Magical Mistery Tour-Yellow Submarine S.T.-The Beatles (o White Album)-Abbey Road-Let it Be.
Sconsigliati i films, se non per i veri beatlemaniaci (cioè "A hard day's night", "Help" e "Magical Mistery Tour"), consigliatissimo invece il recente dvd "The Beatles - the first U.S. Visit" che documenta l'esplosione della beatlemania in america e gli spettacoli dell'Ed Sullivan Show.
La discografia...l'ideale sarebbe averli tutti i loro tredici cd più i due "Past Masters", su cui compaiono le canzoni non incluse in alcun lp (compilations a parte, come per es. Hey jude) ed altre particolarità...ma se proprio non ce la fate, beh almeno la spesa per le due raccolte (una rossa, una blu) The Beatles 1962-1966 e The Beatles 1967-1970 fatela, non ve ne pentirete, la loro musica può accompagnarvi ovunque, per sempre, senza tempo...in fin dei conti la loro è stata un'avventura basata sulla magia dell'incontro, sulla chimica compositiva speciale fra Paul e John, sulla crescita di George (addio anche a lui), sulla simpatia di Ringo, forse proprio sulla capacità di questi quattro ragazzi di aver scritto musica che tutti avremmo voluto scrivere una volta nella vita o che almeno avremmo voluto sentire..e come recita "The End", l'ultimo vero loro pezzo su Abbey Road (sarebbe seguito da un pezzetto acustico, Her Majesty ma lasciamo perdere..) "..And in the end..the love you take is equal to the love you make.."
 
October 08

1967, the summer of love

Quarant'anni fa, il 14 gennaio 1967, a Golden Gate Park in San Francisco, ebbe luogo lo "Human Be In", "..a gathering of the tribes.." come lo annunciò Timothy Leary (col suo motto "turn on, tune in, drop out" in pratica, svegliati, sintonizzati, abbandona tutto -e seguimi-), fondatore della rivista di contro-cultura "San Francisco Oracle".
Lo Human Be In segnò l'inizio della "Summer of Love", parteciparono migliaia di giovani che ascoltarono poeti come Allen Ginsberg declamare i loro "mantra" dal palco e si..."stonarono" con gli acidi lanciati dal palco da Augustus Owsley Stanley III, il chimico di San Francisco, personaggio misterioso che, con l'LSD da lui ..prodotto (più che creato dato che era stato sintetizzato dal chimico Albert Hoffman molti anni prima nei laboratori Sandoz e studiato, poi abbandonato, dai "federali" come possibile forma di controllo mentale nei paesi attaccati dall'esercito americano) fu uno dei motori della psichedelia americana dei sixties.
E poi la musica; quel pomeriggio suonarono i Jefferson Airplane della meravigliosa cantante Grace Slick (con Paul Kantner, Jorma Kaukonen, Jack Casady, Marty Balin e Spencer Dryden), i Grateful Dead del geniale chitarrista Jerry Garcia, vero idolo della gente di San Francisco e Qucksilver Messenger Service.
Iniziò dunque un anno magico dal punto di vista musicale; nessun anno è stato prolifico e geniale, da questo punto di vista, come il 1967.
Ma facciamo un passo indietro, all'inizio degli anni '60 già si stavano formando le prime comunità di "sbandatelli", una delle prime fu formata a La Honda, California, da Ken Kesey, si chiamarono "Merry Pranksters". Kesey, che nel 1959 aveva aderito al programma di sperimentazione LSD della CIA (programma MKULTRA) e, nel 1962 aveva scritto "Qualcuno volò sul nido del cuculo", diede vita a questa comunità di girovaghi e sperimentatori allucinogeni che viaggiavano per gli states col loro bus colorato e chiamato "furthur". Alla guida del bus c'era Neal Cassady, personaggio abbastanza schizzato, non dormiva mai, si alimentava quasi esclusivamente di anfetamine ed era, per lo più, un teorico (non scrisse mai nulla) nella comunità beat. Il personaggio di Dean Moriarty nel libro "Sulla Strada" di J. Kerouac è lui. Morì in Messico nel 1968, dopo l'ennesima sbronza, poco dopo che il bus aveva affrontato, nel 1966, il suo ultimo viaggio, fermandosi per sempre in Oregon dopo aver lasciato gran parte dei componenti della "comune" nella Bay Area.  
Dunque, i merry pranksters; a San Francisco iniziarono gli Acid Tests (con tanto di diploma!), serate in cui si sperimentava..la chimica con sottofondo musicale, spesso dei Grateful Dead.
Al'inizio, siamo nel '65-66, si tratta comunque di piccole comunità, non più di 2/300 persone in tutta San Francisco, ma nel 1967, ecco l'esplosione. in meno di sei mesi si sviluppa un movimento culturale e musicale che cambia la città, i Diggers (ballerini, teatranti e maggiore comunità hippie dei tempi) alimentano gratuitamente i giovani che accorrono in città con il "Free Store" (raccogliendo avanzi e scarti di negozi e ristoranti), viene aperta la "Free Clinic", gratuita e tutt'ora esistente, il quartiere vittoriano di Haight Ashbury diventa sede di questa nuova popolazione e meta dei primi, brevi peraltro esperimenti di vita comune di band musicali quali i già citati Grateful Dead (710 Ashbury) e Jefferson Airplane (2400 Fulton Street).
Solo in questi mesi, si trasferiscono a San Francisco almeno 100.000 persone, alcune vengono perfino dal Greenwich Village di New York, altro posto assai "sperimentale", seppure più in direzione folk, sarà la "casa" di Bob Dylan, il sogno sarebbe quello di fondare una nuova società, libera, basata sul motto intramontabile "peace and love". La musica, dunque; inizia l'epoca dei grandi concerti, spesso gratuiti e integrati dallo spettacolo delle "luci psichedeliche" di Jerry Abram e, a livello di vinile solo in quell'anno vengono pubblicati "Surrealistic Pillow", opera fondamentale dei Jefferson Airplane (la canzone "somebody to love" è inserita in molti film, per esempio), "Grateful Dead", debutto dei..Grateful Dead, "Headquarters" dei Monkees ("I'm a believer", per dirne una è molto nota, avete presente il finale di "Shrek"?), "San Francisco", singolo di Scott mc Kenzie, "Are you Experienced?", debutto di Jimi Hendrix, "Disraeli Gears" del supergruppo Cream (chitarra e voce; eric clapton)
"Forever Changes" dei Love, "Strange Days" dei Doors (che il 17/9 debuttano al famosissimo Ed Sullivan Show, lo spettacolo più seguito d'America e ne sono banditi per sempre per aver cantato una parte del testo di "Light My Fire" che dovevano sostitutire per censura..)
Eppoi "King and Queen" di Otis Redding, "Velvet Underground" dei newyorkesi Velvet Underground (dai, "Sunday Morning" si sente anche nelle pubblicità..), "The Who Sell Out" degli Who, al debutto negli states, "Procol Harum" dei Procol Harum (chi non conosce "A Whiter Shade of Pale" basata sull"Aria sulla IV corda " di Bach ?). Ed ancora "Happy Together" dei Turtles, "Younger than Yesterday" dei Byrds...
E poi l'album fondamentale, quello che veramente, per colore e ricchezza della musica costrinse tutti a imitarlo o a cercare di adeguarsi; "Sgt. Pepper" dei Beatles, pubblicato nel giugno 1967, uno degli album più importanti di sempre.
Nel giugno 1967, a Monterey, due ore da San Francisco, si tiene il festival "Monterey Pop", con Janis Joplin, Doors, Grateful Dead, Jefferson Airplane, Who e sopratutto Jimi Hendrix, all'esordio al grande pubblico americano; il suo modo di suonare, i suoi pezzi, il suo essere tutt'uno con la sua chitarra (in genere una Fender Stratocaster bianca) è uno shock per pubblico e musicisti, e diventa immediatamente un idolo incontrastato, chi ha potuto vederlo dal vivo, ed alcuni di coloro che suonano col sottoscritto lo videro a Roma, in concerto al Piper nel 1968, non possono dimenticare quella sera.
In tutto questo temporale creativo, ci sono timidi tentativi di teorizzare nuove società, di cantare nuove libertà, per prima quella sessuale, l'America era in fin dei conti un paese estremamente represso, ed effettivamente qualcosa si ottiene, la marcia dei neri a Washington del 1968 per i diritti civili è un momento cardine della democrazia, le donne riescono a far sentire la loro voce in modo maggiore..e tutto questo venne ottenuto sopratutto da chi lottò davvero, come Rose Parks, che nel razzistissimo Alabama si rifiutò di abbandonare il proprio posto sul bus nel settore dei bianchi, come i ragazzi che nelle università cercavano di far sentire una voce diversa, però piace pensare che un movimento cultural-musicale possa aver smosso qualche coscienza, aver aperto gli occhi sul Vietnam ed altri argomenti caldi di quegli anni.
Però...però tutto il clamore creato attorno al movimento portò sempre maggiori masse di sbandati ad arrivare in una città relativamente piccola come San Francisco, alla cannabis ed agli allucinogeni si sostituirono coca, speed ed eroina, dato che i grandi giri della "mala" avevano fiutato..l'affare, la prostituzione crebbe a dismisura...ed intervenne il Governo che, nell'Ottobre '67 rese illegale l'LSD e costrinse a chiudere lo "Psichedelic Shop". Il 7 ottobre 1967 i Diggers (ricordate il "Free Store"?) celebrarono "The Death of the Hippie", finto funerale del movimento hippie, con vestiti a lutto, musica e quant'altro potesse annunciare la fine del sogno.
D'ora in poi ci sarà pur sempre musica bella e creativa, ma l'atmosfera sarà diversa, già Woodstock, nell'agosto 1969 non c'entra più nulla con "peace and love", nonstante le intenzioni, è solo un bel festival di musica e sballo, senza alcun tentativo realmente creativo e poi ci sarà tragico festival di Altamont, nel dicembre '69, dove la violenza di Hell's Angels inesperti chiamati a far da servizio di sicurezza, cattive droghe fatte circolare e l'eccessivo protagonismo dei Rolling Stones, che aspettarono ore per esibirsi in quanto dovevano girare un film sull'evento, portarono ad incidenti, feriti ed un morto, segnando così il definitivo tramonto di quella che nel film "Hair" è definita "l'era dell'acquario". E quest'anno, proprio vicino al luogo del primo Human Be In, al Golden Gate Park, ci sono state le celebrazioni del quarantennale, tanto colore, tanta meravigliosa musica, ancora qualche canna in mano a vecchi "eroi" con la voglia di festeggiare, un po' di nostalgia ed un pensiero a quelli che, come jimi, janis, brian jones, jerry garcia, jim morrison, si sono spinti un po' troppo in là...ma questa è un'altra storia, ne riparleremo.
Le foto di riferimento..poco sopra.
June 03

Il blues pt. II - Robert Johnson

Alla fine della guerra civile americana (1865), i neri si trovarono nella condizione di "uomini liberi". Questo li porto' ad una nuova consapevolezza, quella di "poter disporre della propria persona". Iniziarono a comprarsi piccoli appezzamenti di terreno o a trovare lavori spostandosi da quelle realta' rurali che fino ad allora avevano costituito..tutto il mondo conosciuto. A New Orleans, l'incontro tra le forme musicali dei coloured (shouts, hollers etc.) e la tradizione francese della citta', fatta di "quadriglie" e "marcette stile militare" con tutti i suoi strumenti quali fiati ed ottoni vari porto' alla creazione del tutto originale del Jazz ed alle prime bande musicali nere, con brani musicali che fondevano la tradizione europea con i canti religiosi, un esempio noto a tutti è "When the saints go marchin' in".
Dagli shouts e dai ballit (un nuovo genere che imitava le canzoni dei bianchi), insieme con l'apprendimento dell'uso di strumenti quali la chitarra e l'armonica a bocca, nacque il blues. Dal punto di vista musicale, il blues si serviva di scale e accordi che mescolavano la tradizione bianca con quello che era stato cooptato, nei canti, della tradizione africana, con largo uso di notazioni in "minore" ed accordi di "settima", cosi' come dal punto di vista ritmico, si proseguiva con la tradizione del blues in dodici o sedici battute (tre o quattro strofe di quattro battute l'una, utili per raccontare una storia di vita personale). Nacquero i primi professionisti, che imbastivano spettacoli chiamati "black minstrels", in cui si esibivano anche ballerini e macchiettisti; da un imitazione di questi da parte di bianchi che si mascheravano da neri (un esempio fu Al Jolson) si crearono i "white minstrels" e da questi, cioè da unìimitazione da parte dei neri di bianchi che ..imitavano i neri nacque uno stile musicale a se' e cioè il "Ragtime" (un esempio su tutti è il "maple leaf rag", avete presente la musica della "Stangata"? ecco, quello era un adattamento di un certo Hamlisch del "maple leaf" del pianista nero Scott Joplin). E nacque il business dell'industria discografica, man mano che anche i neri scalavano la borghesia, dei "race records", cioè dischi rivolti ad un determinato pubblico, quello nero per l'appunto; c'è da considerare che, a differenza del jazz, la musica "popolare" bianca e nera rimarra nettamente separata, quanto a pubblico, fin quasi  a i tempi di Elvis Presley!
In questo contesto, andiamo a parlare del grande Robert Johnson. Chitarrista e cantante dalla vita turbolenta, nacque nel 1911 ad Hazelhurst, mississippi, appassionatosi di musica e chitarra, venne influenzato dalle personalita' della sua epoca quali Blind Jefferson e soprattutto Son House. Trasferitosi nel 1930 con la moglie prima a Memphis e poi a Robinsville, alla prematura morte di lei inizio' a vagare per le varie citta' del delta del Mississippi. E qui, accadde l'arcano..perchè fino a quel momento, Johnson non sembrava per nulla un super-talento, anzi non sembrava avviato a nessuna carriera musicale vera e propria, invece riapparve dopo un anno come un vero virutoso dello strumento. In realta', aveva incontrato il bluesman Ike Zinneman che gli fece da maestro, ma la leggenda imperitura vuole che avesse scambiato ad un incrocio ad Hazelhurst (ed infatti venne denominato "il bluesman dell'incrocio" e se avete visto il film "fratello dove sei", è brevemente descritta la sua figura) la sua anima  per il talento chitarristico col diavolo. Fatto sta che il suo modo innovativo di suonare, il suo modo di cantare, i suoi testi disperati senza ritorno e la sua fama, unita al fatto della sua propensione di incallito donnaiolo e ubriacone perso
fecero di lui un vero e proprio dogma della musica blues in generale. Incise tutte le 29 canzoni che aveva composto nel 1936,a San Antonio e mori' il 16 agosto 1938 a Greenwood, mississippi forse per un veleno messo nell'ennesimo whisky da un marito geloso, aveva 27 anni, un'età infausta per le...rockstar, vedi Jim Morrison, Janis Joplin, Brian Jones o Jimi Hendrix..
Le sue composizioni restano immortali e sono state riprese nel corso dei decenni da moltissimi musicisti, vedi "Crossroads blues" (ripresa spesso da Clapton), "Me and the devil blues" (ripresa da tutti i bluesman, lui oltretutto sulla sua fama di posseduto ci giocava..) "Travellin' riverside blues" (led Zeppelin), "Sweet Home Chicago" (tutti, l'esempio più noto i "blues Brothers") Love in vain (Rolling Stones) etc. etc.
Un vero caposcuola, dunque, amato per la sua originalita' ed anche per quell'aura di maledizione che circondo' la sua breve vita.
Due parole anche su un altro dei classici, grandissimo per la sua influenza sulle generazioni successive: Huddie Ledbetter detto "Leadbelly" (1885 - 1949), infanzia tumultuosa alle prese col Ku Klux Klan che gli uccise il padre, imparo' a suonare la chitarra ed il piano, artista girovago, passo' molti anni in prigione dapprima per accusa di omicidio e poi per risse varie, realizzo' le sue incisioni addirittura in carcere, dove si esibiva per gli altri detenuti. Ottenuto il perdono dal governatore della Louisiana, fece un tour per la nazione (nel frattempo l'eco della sua musica e le sue incisioni avevano raggiunto un vasto pubblico) con Pete Seeger e Woody Guthrie (li rincontreremo..)ottenendo vasti consensi. Tra le sue creazioni: "Alberta" (se avete l'unplugged di Eric Clapton..),  "where did you sleep last night" (se avete l'unplugged dei Nirvana.., fra l'altro Leadbelly, insieme con Neil Young era l'idolo di Kurt Cobain)"cottonfields" (ripresa anche dai beach boys)e "pick a bale of cotton", ricordi degli anni della gioventu' passati al lavoro nei campi di cotone. Musica vera, gente tosta..questo è il blues, altro che certi "eroi" pseudo-rivoluzionari o falsi-arrabbiati, tipo il fenomeno"emo" o il punk annacquatissimo della musica di questi giorni...Parleremo ancora del blues, delle sue evoluzioni in seguito, per il momento sappiate che perfino Martin Scorsese ha dedicato dei documentari ed una serie di cd, da grande appassionato di musica, a questo fenomeno portante di tutta la musica moderna.
June 02

Gli inizi della musica moderna americana - il blues pt. I

Eccoci al secondo appuntamento, questa volta si parlerà degli inizi della musica "moderna" americana, tenendo presente che il blues costitutisce la fonte a cui praticamente tutta la musica del XX e XXI secolo si è abbeverata, a parte fenomeni musicali "regionali", per lo più appartenenti a bianchi, quali il country americano, la musica celtica o il "belcanto" all'italiana.
Nel 1619, a Jamestown, in Virginia (allora facente parte degli stati del sud, in america), avvenne il primo vero trasferimento di massa di gente  proveniente dalle coste occidentali dell'Africa nel cosiddetto "nuovo continente". Lo shock culturale per quella gente fu enorme; bisogna considerare che, a differenza di quanto teorizzavano perifno greci e romani, lo schiavo era ritenuto non un non - libero ma comunque con un fondo umano, ma addirittura una non - persona, qualcosa che aveva il suo posto nella scala animale. Per cui, agli schiavi del nuovo mondo venne proibito praticamente tutto, sia la propria musica tradizionale (che poteva alimentare nostalgie della madrepatria e fomentare tentativi di ribellione), sia la dimensione religiosa (i vari riti e pratiche, per capirci anche con elementi di voodoo che queste persone finivano per svolgere in segreto, dato che l'accesso alla religione cristiana era proibito, anche perchè, come detto, non erano ritenute "persone").
Eppure, i "coloured" riuscirono a sviluppare proprie forme originali, all'inizio con gli "shouts" e i "field hollers", praticamente i canti di lavoro delle piantagioni e poi, quando la chiesa battista e metodista inizio' ad interessarsi alla conversione dei neri, le forme musicali, da "laiche" vennero cooptate nel culto, sempre pero' con influenze della terra d'origine. Cosi' ad esempio, i riti del battesimo subirono l'influenza delle cerimonie e della musica rituale africana attinenti ai culti delle divinita' fluviali; e si diffuse il "ring shout" (che tutt'oggi è praticato durante le infinite cerimonie del culto battista, piene di canti che si chiamano "gospel" e "spirituals"), che consisteva nel tenersi per le braccia cantando e strisciando i piedi ad un ritmo ed intensita' crescenti e che prendeva origine dalle danze rituali africane. Si diffusero quei canti che possiamo sentire tutt'oggi nei concerti.."natalizi", quali "swing low sweet chariot" o "kumbayah" (che deriva da una storpiatura di "come by here", il padrone che chiamava lo schiavo a se', qui inteso nel senso religioso). Dal Gospel (forma piu' lenta e riflessiva, da god - spell) e dallo Spiritual (forma piu' veloce ed intensa ritmicamente) prese origine il blues, che descriveva, come oggi del resto, le condizioni di vita del nero e le varie vicende umane, non ultime le lamentazioni amorose. La struttura, non potendo i neri inizialmente, e per molto tempo a dire il vero, usarestrumenti musicali..di cui non erano in possesso per ovvi motivi, era molto semplice: canto "a cappella" (cioè solo vocale), in dodici battute, cioè ogni strofa in tre versi ed ogni verso in quattro battute, la meta' del verso è occupato dalle parole della canzone, l'altra meta', due battute dunque, sono lasciate alla "risposta" (la dinamica call - and - response è tipica della musica nera), vocale o strumentale. I primi strumenti furono essenzialmente percussivi; una zucca, un osso di mandibola di cavallo, legnetti. Gli strumenti veri e propri, che sono ancora oggi essenzialmente la chitarra e l'armonica a bocca, arriveranno solo dopo la fine della guerra civile (1865).  continua
 
Happy together !
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